La libertà, il 25 aprile, non è un concetto da proclamare. È una condizione instabile, mai acquisita del tutto, che si gioca nelle scelte minute. Per chi scrive, non riguarda ciò che può dire, ma ciò che osa lasciare sulla pagina senza metterci subito una rete di protezione. Libertà è accettare che una frase resti aspra, che un pensiero non venga compensato, che un testo non abbia la funzione di rassicurare nessuno, nemmeno chi lo ha scritto.
C’è un equivoco diffuso sulla libertà creativa: l’idea che coincida con l’espressione totale, con il dire tutto. In realtà la vera mancanza di libertà, nella scrittura, nasce molto prima della censura esterna. Nasce quando anticipi il giudizio, quando scrivi pensando a come verrà letto invece che a ciò che stai realmente vedendo. È lì che la libertà si restringe, non per divieto, ma per accomodamento.
Il 25 aprile può servire a questo: ricordarti che la libertà non è un’atmosfera, è una postura. È il modo in cui ti siedi davanti alla pagina. È la disponibilità a perdere un equilibrio precedente. Scrivere liberamente non significa essere provocatori, ma smettere di essere prudenti per abitudine. Significa accettare che alcune parole non siano utili, né eleganti, né immediatamente spendibili, e proprio per questo siano necessarie.
Ogni scrittura autentica nasce da una piccola liberazione: da un pensiero che non viene corretto subito, da un’immagine che non viene spiegata, da una frase che resta più vera che bella. La libertà, in questo senso, non è il contenuto del testo, ma la sua origine. Sta nel punto in cui decidi di non tradire quello che stai per dire solo per renderlo più digeribile.
Se il 25 aprile deve avere un senso per chi scrive, può essere questo gesto minimo e concreto: concederti una pagina in cui non dimostri nulla. Una pagina in cui non rappresenti nessun ruolo. Una pagina in cui non scrivi per essere dalla parte giusta, ma dalla parte tua. Non è una rivoluzione, non è eroismo. È una forma di libertà silenziosa, quotidiana, fragile. Ed è spesso l’unica che possiamo davvero permetterci di difendere.
Buon 25 aprile a tutti e che possiate essere sempre liberi!


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