illustrazione surreale di una balena che nuota nell'aria uscendo da una porta aperta in un mare con nebbia. una barca senza remi in cui sta un uomo di spalle con uno zaino

Il potere del retelling

Riscrivere storie per ritrovare sé stessi

Le storie hanno un potere straordinario: ci permettono di esplorare il mondo, le emozioni e noi stessi. Cosa accade, però, quando prendiamo una storia già esistente e la facciamo nostra? Il retelling è molto più di una semplice riscrittura: è un atto di reinterpretazione, di scoperta e, spesso, di trasformazione personale.

Recentemente, ho avuto l’opportunità di sperimentarlo reinterpretato l’incipit di L’anno della morte di Ricardo Reis di José Saramago per il mio racconto Meduse. “Qui il mare finisce e la terra comincia. Piove sulla città pallida, le acque del fiume scorrono limacciose di fango, la piena raggiunge gli argini. Una nave scura risale il flusso tetro, è la Highland Brigade che va ad attraccare al molo di Alcantara“. L’incipit del romanzo è questo ed io sono partita da qui per poi virare in tutt’altra direzione. Questa esperienza mi ha fatto riflettere su come il retelling non sia solo un esercizio letterario, ma anche un mezzo per rivedere e riscrivere il rapporto con il passato e con le storie che, in qualche maniera, ci hanno segnato.

Cos’è il retelling?

Il retelling è la reinterpretazione di una storia già nota. Può trattarsi di un classico, di un mito, di una fiaba o persino di un’opera contemporanea. L’obiettivo non è copiare, ma dare una nuova prospettiva a qualcosa di già esistente, portandolo nella propria dimensione personale e stilistica.

Esempi celebri nella letteratura includono:

  • “Wide Sargasso Sea” di Jean Rhys, che rinarra Jane Eyre dal punto di vista di Bertha, la prima moglie di Rochester.
  • “Circe” di Madeline Miller, che riprende la mitologia greca dando voce alla strega dell’Odissea.
  • “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood, che è un retelling distopico delle storie bibliche sulle donne.

Perché riscrivere una storia già esistente? Perché offre la possibilità di:

  • Dare spazio a voci rimaste in ombra.
  • Esplorare nuove tematiche attraverso uno sguardo moderno.
  • Creare un ponte tra passato e presente.
  • Rielaborare il proprio vissuto attraverso un’altra narrazione.

Il mio percorso nel reinterpretare Saramago

Quando ho scelto di sperimentare questa tecnica la sfida era chiara: prendere un incipit esistente e farlo mio. Ho scelto l’incipit de L’anno della morte di Ricardo Reis perché mi affascinava il suo tono evocativo e sospeso, il modo in cui il paesaggio diventava parte dell’anima del protagonista. Da lì è ri-nato Meduse, un racconto che conserva quell’atmosfera di attesa e dissolvenza, ma la trasforma in un viaggio interiore tra memoria e perdita. Ho lavorato per mantenere lo spirito di Saramago, ma traducendolo nella mia voce, con immagini e simboli che appartengono al mio modo di narrare.

Cosa significa riscrivere una storia?

Il retelling non è solo un esercizio letterario, è anche un modo per ritrovare noi stessi attraverso la scrittura. Ogni volta che riscriviamo una storia, ne assorbiamo il senso e lo rielaboriamo con la nostra esperienza. Ecco alcuni spunti per chi vuole sperimentarlo:

Scegli una storia che ti ha colpito profondamente. Può essere un libro, una fiaba, un evento storico o persino una scena di un film. Cambia la prospettiva. Cosa succede se racconti la storia dal punto di vista di un altro personaggio? Se cambi il contesto storico? Gioca con lo stile. Mantieni il tono dell’originale o trasformalo in qualcosa di completamente nuovo? Trova il tuo legame emotivo. Perché questa storia ti attrae? Cosa vuoi esplorare attraverso la tua riscrittura?

Riscrivere non significa distruggere o copiare, ma dialogare con il passato e con la memoria collettiva. Il retelling ci permette di riscoprire vecchie storie con occhi nuovi, di riappropriarci di narrazioni che ci hanno formato e di trasformarle in qualcosa di profondamente nostro.



Commenti

2 risposte a “Il potere del retelling”

  1. Avatar gianpiccoli

    Si parte spesso da uno spunto antico per cambiare poi direzione nel racconto, non per questo possiamo parlare di retelling, ma nel caso di un a nuova visione , allora abbiamo un sottostante molto simile, con diversa interpretazione. ad esempio la narrazione di Ulisse in Dante è assai diversa da quella di Omero, con nuovi spunti di riflessione ed un finale tragico.

    Penso che tutti abbiamo tratto qualche idea dalle nostre letture, ed è importante saperlo riconoscere e ricondurre verso orizzonti inusitati.

    Un sorriso

    Giancarlo

  2. Avatar Francesca

    Una scelta narrativa che può riguardare qualsiasi genere – sia perché può riguardare una storia di qualsiasi genere, sia di un genere completamente diverso dalla storia originale – ma è una scelta che mi intriga molto e mi piacerebbe discuterne un po’.
    Di solito si basa su romanzi più o meno famosi che un autore decide di provare a rivedere a modo suo. Si può scegliere di raccontare la storia di un personaggio secondario – o magari dal punto di vista di questo personaggio – mantenendo intatti gli avvenimenti ma cambiandoli di prospettiva e/o inserendo un background a uno o più personaggi che cambia la visione generale. Oppure si può scegliere di provare a immaginare come sarebbe la storia se si svolgesse altrove, in un altro tempo o addirittura in un mondo diverso. Insomma, ce ne è per tutti i gusti! 🤣

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