un tavolo un libro aperto una tazza di tè e dei libri impilati

Scrivere la verità quando fa paura

Scrivere la verità significa attraversare un punto in cui non puoi più fingere di non sapere cosa devi dire.

Scrivere la verità: quando non puoi più rimandare

Quando si tratta di scrivere la verità, alcune parole restano incastrate. Le senti formarsi nella mente, poi nella gola, poi quasi sulle dita. Ma al momento di scriverle davvero, ti blocchi. Io mi sono bloccata tante volte. Per anni ho fatto scelte narrative prudenti, silenziando parti di me con la scusa della tecnica o del tono, dicendomi che non era il momento. E forse, a volte, non lo era davvero. Ma altre volte era paura.

Paura di mettere per iscritto qualcosa che avrebbe cambiato le cose. Paura che qualcuno si riconoscesse in quelle parole, si offendesse, si allontanasse. Paura, ancora più sottile, che quelle frasi scritte in modo così nitido mi costringessero a vedere qualcosa che avevo cercato di tenere sotto controllo.

Poi, a un certo punto, non ho più avuto scelta. Non perché fossi diventata più coraggiosa o più forte, ma perché alcune frasi hanno iniziato a premere, come se dovessero uscire per forza. Le ho scritte prima per me, in fogli che non avrei mai pubblicato. E mi sono resa conto che quelle parole, così a lungo rimandate, erano meno pericolose di quanto pensassi. Ma soprattutto, erano necessarie. Non per gli altri: per me.

Per me scrivere la verità è diventato il modo più sincero per capirmi meglio. Ma ci sono momenti in cui diventa anche l’unico modo per non tradirmi. Non parlo di scrivere segreti, né di esporre dettagli privati per fare colpo. Parlo di dire le cose come stanno. Anche se tremano. Anche se scomode. Anche se non piacciono.

C’è una soglia difficile da attraversare, tra il “questo non posso scriverlo” e il “non posso più non scriverlo”. È lì che si trova, credo, il passaggio tra la scrittura “pensata” e quella autentica. Non serve fare confessioni pubbliche o scrivere tutto quello che ci succede. Ma serve avere il coraggio, ogni tanto, di stare dentro la verità di una frase e non scappare.

Oggi ho meno paura di scrivere le frasi scomode. Non perché non mi importi più di essere giudicata, ma perché so che quelle frasi, spesso, sono proprio quelle che qualcuno là fuori ha bisogno di leggere. E anche se nessuno le leggerà, io so che servivano a me.

Perché ogni frase scritta davvero è una forma di ascolto. E anche di libertà.

Scrivere la verità, anche quando tremano le mani, è uno dei pochi modi che conosco per restare fedele a me stessa.



Commenti

2 risposte a “Scrivere la verità quando fa paura”

  1. Avatar Le perle di R.

    È la forma più pura di libertà e autenticità.

  2. Avatar Francesca

    Grazie Rita!! Sono felice che quello che vorrei trasmettere arrivi. 🪷

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