Scrivere per rivelare chi siamo
A volte non serve inventare nulla. Basta ascoltare. Ci sono storie che abitano dentro da anni, silenziose, in attesa di essere raccontate. Non sono necessariamente grandi eventi, ma frammenti — un gesto, una frase, una sensazione precisa — che continuano a bussare. Scrivere è un modo per rispondere a quel richiamo. E spesso, nel farlo, si scopre qualcosa che prima non si vedeva.
Mi è capitato molte volte. Una in particolare: stavo scrivendo un racconto, convinta fosse pura invenzione, e invece mi sono accorta che sotto quella trama si muoveva un ricordo preciso, un’emozione di anni prima che non avevo mai elaborato davvero. La storia ha fatto da specchio, e senza accorgermene, ho fatto pace con qualcosa.
Scrivere non è solo creare mondi immaginari. È anche — forse soprattutto — fare luce su chi si è stati, su ciò che ha lasciato un segno. Le parole svelano. E nel momento in cui si costruisce una narrazione, si dà ordine a un vissuto che prima sembrava confuso, frammentario.


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