una ragazza asiatica dietro le quinte finge di recitare

Scrivere un monologo emotivo partendo da una ferita

Un esercizio di scrittura creativa

“Le cicatrici sono il posto da cui entra la speranza.”

Così scrive Louise Erdrich, e da quando l’ho letta, quella frase è rimasta con me. Le cicatrici – vere, tangibili, oppure invisibili agli occhi – segnano un prima e un dopo. Sono ricordi incarnati, linee che non possiamo cancellare. Ma se ci fermiamo un attimo ad ascoltarle, a lasciarle parlare, possono diventare molto di più, sono portali di trasformazione, punti d’ingresso per qualcosa di nuovo. Per questo il monologo emotivo è uno degli strumenti migliori nella scrittura creativa, perché permette di dare voce a ciò che non è mai stato detto davvero.

Quando scrivo, capita spesso che un personaggio mi venga incontro con una cicatrice. A volte non so nemmeno com’è arrivata lì. Altre volte la scopro poco a poco, come un dettaglio che affiora mentre racconto. Una frase, un gesto, una reticenza improvvisa. La cicatrice è una storia nella storia. È ciò che il personaggio ha vissuto e non può (o non vuole) dimenticare. Altre volte la scopro poco a poco, mentre cerco di scrivere un monologo emotivo che gli permetta di raccontarsi senza difese.

Anche io ne ho una. Non la vedete, ma c’è. Per molto tempo l’ho considerata un limite, qualcosa da nascondere. Poi ho iniziato a raccontarla, con pudore prima, con consapevolezza poi. Non pubblicamente, ma nelle pagine che scrivevo. E lì ho capito: trasformarla in narrazione non la cancellava, ma la rendeva utile. Diventava un ponte per parlare d’altro, per parlare di noi.

Scrivere un monologo emotivo è un modo per entrare nella voce di un personaggio. Il monologo permette di restare in ascolto senza fretta, di esplorare non solo cosa è successo, ma come è stato vissuto. Non serve fare grandi discorsi. A volte basta una frase semplice, come: “Avevo sei anni quando ho capito che le cose non tornano indietro.”

Non è un caso che molti studi sulla scrittura emotiva mostrino come raccontare una ferita possa avere un effetto trasformativo.
Come spiegato anche negli studi sulla scrittura terapeutica raccontare le proprie esperienze aiuta a dare senso a ciò che è accaduto e a integrarlo nella propria storia personale.



Commenti

6 risposte a “Scrivere un monologo emotivo partendo da una ferita”

  1. Avatar Cinzia*

    oppure…
    come canta Jovanotti…
    🎵E ogni cicatrice è un autografo di Dio🎵

  2. Avatar gianpiccoli

    dici bene. Se non esistessero le cicatrici, il mondo sarebbe piatto, invece ogni essere umano porta i segni del tempo, segni che hanno rimarcato d accompagnato una vita.

    Un sorriso

    Giancarlo

  3. Avatar Francesca

    “Che accolga le parti di me
    Che ancora non sanno guarire da sole
    Come le cicatrici al cuore
    Rimarginate prima che riveda il sole” parafrasando la canzone Cicatrici. Grazie Cinzia!

  4. Avatar Francesca

    Grazie Giancarlo! Anche se fanno male servono per crescere, come fai intendere anche tu. Un sorriso

  5. Avatar The Old Bertie

    Una volta, una sconosciuta, mi disse: “il tuo è uno sfregio che potrà diventare un pregio”. Non l’ho mai più rivista, non mi ricordo bene chi fosse, la frase la conservo. Mi ha fatto riflettere.

  6. Avatar Francesca

    Bellissima questa frase. Mi piace molto. Grazie per essere passato da me. 🪷

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