Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore. – Joseph Conrad
Ogni scrittore, prima o poi, si confronta con il bisogno di dire tutto. Di spiegare, chiarire, sciogliere ogni nodo per paura che il lettore non capisca.
Ma è proprio nel non detto che la scrittura si fa più potente.
Le frasi interrotte, i dettagli lasciati a metà, gli sguardi che non vengono raccontati ma solo suggeriti: tutto questo costruisce quella seconda metà del libro che – come dice Conrad – spetta al lettore.
Personalmente, ho sempre avuto difficoltà a fidarmi del silenzio. Nei miei primi racconti tendevo a spiegare troppo, a riempire ogni spazio, come se il vuoto potesse far crollare la storia.
Poi ho scoperto che proprio lì, nei vuoti, nella sospensione, si apriva un varco nuovo: il lettore diventava parte attiva. Cominciava a chiedersi, a immaginare, a sentire.


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