una bambina vicino a un fiume e a spighe di grano

L’ultimo giorno d’estate: una nuova serie di racconti a puntate

Ogni estate ha un giorno speciale. Non è il più caldo, né il più luminoso, e quasi mai coincide con una data scritta sul calendario. È quel giorno in cui ci si accorge che qualcosa sta cambiando: l’aria diventa più sottile, la luce si piega in un modo diverso, e dentro di noi sappiamo che una stagione sta per concludersi.

Da questa sensazione nasce L’ultimo giorno d’estate, la nuova serie di racconti che pubblicherò in sette puntate.

Di cosa parla la serie

Al centro della storia c’è Vittoria, una bambina che nell’arco di pochi giorni si trova coinvolta in un mistero silenzioso: lanterne di cera che portano messaggi nascosti, affidati al mare come frammenti di un linguaggio nuovo.

Accanto a lei ci sono sua madre, combattuta tra paura e fiducia, Nando, una presenza vigile e discreta, ed Elia, un ragazzo che non parla ma che attraverso quei segni trova un modo per dire: io sono qui.

Un viaggio psicologico e simbolico

Non si tratta solo di un racconto di fine estate. È una storia che intreccia paesaggio e interiorità: il mare che cancella e riscrive, la sabbia che conserva e nasconde, il vento che cambia direzione diventano metafore di crescita, di coraggio e di trasformazione.

L’ultimo giorno d’estate è una serie che esplora come si diventa capaci non solo di ricevere segni, ma anche di generarli. Perché crescere, a volte, significa imparare a lasciare andare, custodendo dentro di sé ciò che non può più restare fuori.

Cosa aspettarsi

Ogni puntata sarà un tassello di questo percorso: dall’inizio magico della festa delle lanterne fino al momento in cui il titolo stesso, L’ultimo giorno d’estate, acquisterà il suo significato più profondo.

È una storia che parla di silenzi che si trasformano in linguaggio, di paure che diventano forza, di messaggi che non si cancellano anche quando il mare li inghiotte.

La prima puntata, “La festa delle lanterne”, sarà online a breve.
Ti invito a seguire la serie, lasciandoti guidare dal ritmo delle stagioni e dai segni che, a volte, si fanno strada solo nell’attesa.



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